Io




Sono nato in una notte burrascosa del febbraio 1964 e scommetto che avrei preferito rimanere nella penombra del grembo materno che ricevere quella staffilata di luce. Comunque, ricordo bene che sin da piccolo mi piaceva immaginare storie e situazioni lontano dalla realtà esterna, con tutta la sua lucente evidenza. La luce serve a svelare, ma sono sempre state le cose poco evidenti ad affascinarmi. Su un mio diario (ce l'ho ancora!) scrissi: “se il mondo è esattamente come immagino che sia, a che mi serve immaginare il mondo?”. La frase è valida ancora oggi, per me. La realtà è per gli scenziati, a noi artisti visionari serve a poco. Inoltre ho sempre pensato che se davvero la fantasia andasse al potere, allora sì che le cose cambierebbero! E non si dovrebbe far luce su scandali e inciuci, ma anzi ci si potrebbe concedere il lusso di abbandonarsi ad un romantico crepuscolo, o a una delicatissima alba. Purtroppo invece il mondo è in mano a quelli che chiamo realisti (cioè che dicono di amare la realtà, sebbene artefatta), e guarda che casino.
Comunque, sebbene nell'ombra, alla fine sono cresciuto piuttosto sveglio (aahuung!) e senza cogliere l'ironia della cosa, sono diventato quello che molti definiscono un adepto della luce, cioè un fotografo. Il fotografo dipinge con la luce, mica col buio, mi hanno subito rivelato i miei guru di allora (amici paterni amanti della fotografia): quindi spalanca le finestre e scegli giornate col sole, che diamine! Ma io ho sempre risposto che per creare le ombre ci vuole la luce, che questo anche un asino lo sa, e che nelle foto ciò che è alla luce è definito appunto dalle parti in ombra.

Perciò a me quelle interessavano: le ombre, che la luce era buona solo per fare in modo che la foto non fosse tutta nera (riconosco che una simile foto sarebbe stata assai poco interessante). Da lì è cominciata la passione per le foto “misteriose” e suggestive, romantiche (nel senso letterario del termine) e “vintage”.


Foto che nessuna rivista o editore voleva comprare: perciò ho aperto le finestre e ho cominciato a uscire col sole (accessorio principale, per me che sono fototipo 1, un chilo di crema solare spalmato anche dove il sole a rigore non dovrebbe arrivare mai. Però, per sicurezza...). Così nei primi anni '90 ho iniziato a collaborare con l'agenzia Panda Photo di Roma, alla quale ho consegnato centinaia e centinaia di immagini di natura (una delle mie passioni: in fondo all'inizio volevo fare il naturalista...), ancora disponibili sul loro sito (dove sono vendute col cacofonico pseudonimo di Jeff Rupert Hansen),  poi con la rivista "Plein Air", in seguito con diverse altre riviste. In tempi più recenti ho pubblicato i miei reportages (fino ad oggi più di 200) con "I Viaggi di Repubblica", "Gente Viaggi", "Vie del Gusto", "Qui Touring", ed altre.

Attualmente le mie foto sono distribuite dall'agenzia Marka di Milano e -quelle più creative e particolari- dall'agenzia anglo-spagnola Arcangel Images. Lavoro inoltre con l'agenzia britannica Alamy. Ho scritto una guida sul Tevere ("Il Viaggio del Tevere" edizioni Iter), e ho all'attivo un libro fotografico su Roma per Geo Mondadori. Ho pubblicato (sono disponibili su Amazon.it anche come ebooks) un volume sulla fotografia (“L'Infinito Privato”), una guida sulla fotografia creativa ("Manuale di Tecniche Fotografiche Creative" SCT) e sinora tre guide della collana Itinera dell'editore Penne & Papiri (“Tutt'Intorno Roma”, “Nella Terra di Saturno” e "Terre e Castelli").

Ho anche pubblicato una guida sulla Tuscia ("Dal Mignone alla Fiora" SCT) e vari altri libercoli, oramai soprattutto come eBook.

Non starei a posto con la coscienza (professionale, s'intende) se non vi dicessi anche che le mie foto sono state utilizzate per illustrare diversi libri, in particolari quelli editi dalla Iter di Subiaco. Ho all'attivo centinaia di cartoline, soprattutto di Roma. Con l'editrice Cartilia ho pubblicato cartoline d'arte, quaderni, poster, segnalibri. Ho realizzato numerose cartoline su Roma, il Lazio, l'Abruzzo ed altre zone del Centro Italia e pubblicato diversi calendari. Ho lavorato anche per musei ed istituzioni pubbliche: le mie foto arricchiscono il "Museo della Pietra" di Ausonia (FR), mentre ho contribuito alla creazione degli archivi fotografici dell'APT di Roma, dell'Ente RomaNatura, del Comune di Castelsardo (SS), del Comune di Osimo (AN), dell'APT di Siena, dell'APT di Rieti, dell'Ente Parco di Vejo.

Insomma ho una discreta carriera alle spalle, mentre davanti rischiavo di non trovare nulla. Così tastando con attenzione, sempre nel buio (che ve lo dico a fare), ho riscoperto finalmente la mia strada (più che strada, sentiero... diciamo sentierino) e dunque eccomi qui, a rimettermi in gioco con le mie foto suggestive e misteriose, così personali, così “ombrose”, che mentre le realizzo io per primo ne resto affascinato.


Prediligo, e di gran lunga,il bianco e nero virato in vari toni (dal cyano al bruno), declinato preferibilmente in una forma che definirei “neopittorialista”, nello stile reso eterno dalle immagini pubblicate sulla rivista “Camera work” di Stieglitz. Desidero che le mie foto appaiano senza tempo, antiche eppure moderne, sospese tra il presente e il passato, ma alla ricerca di un futuro.

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