Il Mitreo di Bisenzio

Il lago di Bolsena rappresenta per certi versi il cuore stesso della Tuscia. Non solo è il più grande lago vulcanico d'Europa (il quinto nel mondo), non solo è un'importante risorsa turistica, non solo è un elemento paesaggistico da cui è ben difficile prescindere: è anche, e soprattutto, un luogo sacro alle antiche popolazioni che, su queste sponde, si sono avvicendate nel corso dei millenni.


Oltre a numerosi templi etruschi (e siti sacri pre-etruschi), il territorio circostante al lago ospita anche un importante Mitreo, non lontano dal promontorio di Bisenzio, che fu sede di una città importante nella storia della Tuscia. Il Mitreo è discretamente conservato, specialmente nelle banchine laterali, su cui si osservano tracce di lavorazioni. Come molte strutture del genere, il Mitreo è stato riutilizzato nel corso dei secoli, e dunque ha subito diverse manomissioni.


Sul fondo si osservano delle tracce di una decorazione, forse una statua: se l'attribuzione dell'ipogeo al Mitraismo è giusta, forse si tratta di quel che rimane della statua del dio Mitra che uccide il toro, rappresentazione classica in questo genere di templi. Sulla parte frontale si osserva un piccolo timpano che avvalora l'ipotesi di ipogeo sacro.

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