Mulini a Manciano

Manciano è la Maremma toscana. Il suo territorio è infatti caratterizzato da colline coltivate, casali, borghi, e insomma i tipici paesaggi che ci si aspetterebbe da un contesto del genere. 

Eppoi ci sono i "botri", quelli che nel lato laziale chiamano "fossi", o anche forre. I botri sono piccoli torrenti, dal regime variabile, che solcano gli spazi tra le colline e che solo di rado (come nel caso dell'Elsa) assumono la dimensione di torrenti


In un contesto agricolo del genere, è piuttosto ovvio che i botri siano stati sfruttati per alimentare le mole. Ce ne sono diverse, alcune ridotte a rudere, altre restaurate e trasformate in abitazioni (come nel caso di Poggio Foco). Ho avuto occasione di visitarne e fotografarne un paio, molto suggestive, insieme al mio amico Roberto Maldera.


Il Mulino Orfeo non presenta quasi più le caratteristiche della struttura produttiva che un tempo è stata. Nessuna traccia della mola vera e propria, rimane solo l'edificio che, se non fosse per la gora, potrebbe essere scambiato per un semplice casale.


La gora è monumentale, realizzata con spessi muri e arriva al mulino, ricavato in un ansa del botro, tagliando un tratto di campagna. Purtroppo non rimane praticamente traccia della diga che doveva creare l'invaso da cui poi l'acqua si incanalava nella gora.


Sempre nel territorio di Manciano si trova il Mulino Santa Maria, di grandi dimensioni e che nonostante i tentativi di "tenerlo su" con cavi di acciaio, recentemente ha subito un grosso crollo proprio nella parte in cui si trovano le due mole, nonostante tutto ancora al loro posto.

L'aspetto più interessante di questa struttura è l'ambiente sottostante, sotterraneo: è infatti raro che sia così ben osservabile, visto che il più delle volte si interra, o addirittura crolla. Qui invece è ben visibile, come sono ben visibili le incrostazioni calcaree dovute all'acqua che fuoriusciva dal mulino dopo aver fornito l'energia per muovere le pietre molitorie, e che in altri punti ha dato vita a deposizioni di tipo travertinoso.


La diga, in questo caso, è ancora ben visibile, così come la gora. Una parte dell'imponente struttura è in realtà franata, cosa che però consente di apprezzarne lo spessore e la potenza. E anche di ammirare la bellezza di questo luogo in cui Natura e opera dell'uomo dialogano in armonia.


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