Pestarola monumentale a Bomarzo

Le pestarole sono molto comuni nell'Etruria meridionale. Generalmente sono di epoca medievale e servivano a scopi molteplici, magari diversificati a seconda delle stagioni. Dalla pigiatura dell'uva (da cui il nome) alla macerazione della canapa (e del letame...), sino alla purificazione dell'argilla per la realizzazione di vasellame, queste strutture scavate nel vivo di grandi massi si rivelavano indispensabili a un'economia ancora pienamente contadina.


Non stupisce dunque che, in determinate realtà, particolarmente "vocate", se ne incontrino diverse, di varia foggia e dimensione. Bomarzo non fa eccezione. Questa nella foto, nell'area della Castelluzza, appena fuori del paese (che si intravede sulla destra in alto) è stata ricavata da un enorme masso, e presenta una ampia serie di scanalature, vasche più piccole (in parte erose dal tempo) e i classici fori per i pali che dovevano sostenere una tettoia di protezione.

Sempre a Bomarzo, a Cagnemora, si trova un'altra pestarola monumentale, di cui ho già parlato in questo blog, ricavata da un masso che risulta utilizzato sin dal periodo etrusco probabilmente per scopi funerari...

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