La piramide di Civita di Tarquinia

La Civita è il sito dove sorgeva l'antica Tarquinia, prima che con la fondazione di Corneto si ponessero le basi del suo abbandono. L'acropoli sorse sulla cima di una collina, chiaramente artificiale, su cui poi venne edificato un piccolo castello, a guardia del borgo medievale succeduto alla città etrusca. Pochi resti sulla vetta della strana "piramide" ne testimoniano ancora la presenza.


E' davvero un luogo strano e affascinante. Arrivando, si nota subito che non si tratta di una normale collina: troppo acclive. Avvicinandosi, si notano sulla vetta i resti di murature medievali. Il colle rappresenta l'estremità di una formazione rocciosa coperta di folta vegetazione dove un tempo sorgeva l'abitato medievale. Aggirandosi nella macchia (non senza difficoltà a causa delle spine e dello stracciabraghe), si vedono muri, mattoni, coppi, pian piano ci si rende conto di star camminando in quelli che furono i vicoli di un villaggio scomparso, con i suoi fantasmi e le sue voci. Sarà il vibrare della ferula smossa dal vento (questa pianta è il simbolo stesso della Civita, come il suo "ospite" fisso, il fungo simbionte detto appunto Ferlengo), ma qui tutto "parla" e racconta storie di pastori transumanti dai monti Sibillini, di grandezze passate e miserie presenti, di guerre e assedi, come quello che portò all'abbandono della città. Arretrata rispetto al mare, da cui venivano gli attacchi dei temuti pirati saraceni, Tarquinia decise di creare una postazione più avanzata sul colle di Corneto, dove gli Etruschi avevano costruito le proprie necropoli, dotandola di possenti torri. Ma la nuova comunità crebbe al punto da diventare più grande e ricca del capoluogo: infine, i cornetani attaccarono Tarquinia, costringendo i suoi cittadini a trasferirsi nel nuovo centro. Secoli dopo, Corneto usurpò anche il suo nome, e se ne perse la memoria...

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