Il misterioso pozzo "etrusco"

Il "pozzo", che in zona (tra Pitigliano e Farnese) molti chiamano "il vulcano", è un sito incredibile: un vero e proprio buco, quasi perfettamente circolare, profondo circa 20 metri, immerso nella vegetazione. Tutt'intorno si stende a perdita d'occhio solo la dolce campagna maremmana, al confine tra Lazio e Toscana, e niente lascia pensare alla presenza di questo sito così particolare.


Scendendo al suo interno, cosa non troppo agevole, si entra in un microambiente tropicale, con un'umidità elevatissima, al punto che ogni roccia appare rivestita da un tappeto di muschio. In fondo, su un lato, si nota una sorta di spaccatura: in realtà è una vera e propria grotta, oltretutto attiva.


Infatti, la presenza - nonostante la siccità di questo anno anomalo - di acqua debolmente corrente, ha creato tutta una serie di incrostazioni, vasche e  stallattiti. 


Ma a cosa si deve l'esistenza di questo complesso? Tutta l'area è costituita da una potente bancata di travertino, e anche il pozzo vi è scavato, come la grotta testimonia. Si deve dunque presumere si tratti di un'antica cava: di certo l'origine è artificiale, e basta guardarsi intorno per comprenderlo.

Oltretutto, all'interno dell "grotta" si rinvengono molti cocci antichi, probabilmente rinascimentali, compresi frammenti di brocche decorate in verde.


Come in molti altri luoghi della Tuscia e della Maremma, l'interesse di certi ambienti è legato in modo particolare alla commistione tra il naturale e l'artificiale. Qui l'opera dell'uomo e degli agenti geologici e vegetazionali si è integrata alla perfezione, per secoli.

Purtroppo va come al solito notata la presenza di rifiuti gettati dall'alto e di altri elementi di disturbo legati alla frequentazione umana nient'affatto consapevole e accorta. Davvero un peccato.




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