Grotte a Vallerano

La "Grotta dei Quadratini" a Vallerano incuriosisce già dal nome, che ne descrive la caratteristica principale: avere le pareti interne traforate da nicchie più o meno quadrate, in modo che da lontano appaia esattamente come se fosse quadrettata. Ma, a parte il nome, non è un sito particolarmente originale: si tratta infatti di un bel colombario, un tipo di struttura (di cui abbiamo parlato più volte) piuttosto frequente nella Tuscia dove, nel Medioevo, l'allevamento dei piccioni costituì una importante attività economica.


Più intrigante la non lontana "Grotta dei Finestroni". Vi si accede attraverso una sorta di arco, creatosi in realtà a causa di un crollo, e un pertugio che immette su un lungo corridoio, lungo il quale si aprono diversi ambienti, tra cui tre grandi stanzoni, parzialmente franati, con ampie aperture verso la valle, da cui il nome del sito. 


La presenza di croci graffite e la struttura stessa dell'ipogeo, simile per certi versi all'eremo di Ripatonna Cicognina, lasciano pensare che potesse trattarsi di un piccolo monastero, o comunque di una comunità religiosa legata al vicino paese. Suggestioni inevitabili!


In effetti non si trovano facilmente strutture ipogee così articolate e complesse, perciò lo scopo per cui venne realizzata la "grotta" non poteva essere quella, comune, di servizio ad attività agricole, anche perché - pur al netto dei crolli - sorge a picco su una forra non certo adatta a queste ultime.


Inoltre, la tecnica impiegata appare decisamente raffinata, con pareti ben lisciate, finestre e aperture per illuminare l'interno e in generale una cura che si rinviene solamente in ipogei destinati a utilizzi "raffinati"...


Commenti