Castelli a controllo della valle del Tevere

Tra Orvieto e Todi il Tevere si incunea nelle gole del Forello, luogo straordinario e selvaggio, sebbene oggi molto banalizzato dalla presenza della strada moderna, con le sue strutture, e per le modifiche portate al paesaggio dalla diga che ha creato il lago di Corbara. In questi giorni di secca del Tevere, le gole sembrano quasi essere tornate al loro aspetto originario, a parte le rive melmose che bordano il fiume.


A tener d'occhio questa parte del territorio umbro, a cerniera tra Etruria e Sabina, tra Tuscia orvietana e Valtiberina tuderte, ci sono due fortezze, di cui oggi restano imponenti ruderi. Una, la più spettacolare perché a picco sulle gole, è la cosiddetta Roccaccia di Titignano, a cui si arriva con una bella passeggiata appunto da questo microscopico borgo, frazione di Orvieto.


Non lontano, dall'altra parte della valle, nei pressi di Casemascie, frazione di Todi, svetta la torre mozza della rocca di Montemarte.


Edificato nel 992 dalla potente famiglia di Montemarte di stirpe guelfa, il castello venne occupato da Todi nel 1124, riconquistato dagli orvietani e infine riconosciuto da questi ultimi come dominio tuderte nel 1222. 


I suggestivi ruderi coperti da folta macchia, ci ricordano quell'epoca turbolenta, di aspre lotte confinarie per il controllo di una valle importante per collegare la Tuscia alla parte più interna dell'Umbria.


Viaggio alla scoperta dell'Umbria nascosta: i ruderi del castello di Montemarte

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