Squillino le trombe!

Dei morti, s'intende. No, non siamo ancora al giorno del Giudizio Universale, ma parliamo di funghi. La Trombetta dei morti (Cantarellus cornucopioides) è un fungo davvero particolare, sia nella forma, sia nelle "abitudini" vegetative: infatti compare a cicli, e se in certi anni può essere comune, in altri è invece rarissimo. Il nome scientifico rende onore anche alla forma a cornucopia che ricorda quella della Dea Fortuna. In effetti, trovarlo non è così facile e ci vuole un po' di fattore "c" specialmente se, come il sottoscritto, non si è dei veri e propri "fungaioli" DOC.


Nella Tuscia, quando si va per forre e ruderi vari, non è difficile trovare specie fungine interessanti, e così capita che a volte si trascurino i soggetti "grandi" e ci si dedichi a quelli "piccoli", che in realtà richiedono molto più lavoro. Il confronto con le foglie circostanti rende credo l'idea delle minuscole dimensioni della Trombetta, che per fortuna in genere cresce in colonie, consentendo di scegliere gli individui migliori e più fotogenici. Ma questo è solo l'inizio. Tenere la fotocamera al loro livello è un'impresa, e raggiungere il giusto fattore d'ingrandimento necessita di una notevole cura. Per avere i tre esemplari tutti a fuoco senza che lo sfondo diventasse eccessivamente nitido, sono poi ricorso  alla tecnica del "focus stacking", anche questa non facile quando la fotocamera è semplicemente poggiata a terra. Una piccola luce a led ha fornito lo schiarimento laterale. Ma questi sono dettagli da fotografi. Quel che conta è la grazia di questi organismi naturali, né piante né animali! E per i più prosaici, ricordo che si tratta anche di un fungo commestibile considerato eccellente, specialmente secco. Io però, i funghi non li raccolgo mai. Prendo solo le foto e lascio alla natura quel che alla natura appartiene...

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