Ingegneria idraulica

Poco fuori Corchiano, scorre un piccolo torrente, che in realtà è niente di più di un rigagnolo, sebbene dopo piogge abbondanti possa fare la sua figura. Lungo la sua forra, però, in epoca romana vennero realizzate delle opere idrauliche molto avanzate, testimoniate anche in altre parti della Tuscia "occupata", come a Valle Scura, presso Soriano, ma in nessun luogo evidenti come qui, e oltretutto operative anche nei secoli successivi e almeno fino al XIX secolo. Lo scopo di tutte queste opere (gallerie, cunicoli, dighe, e così via) era controllare il regime del torrentello, costringendolo a scorrere su un lato della valle, liberando una sorta di terrazzo fluviale dove insediare le coltivazioni. Grazie alle dighe, poi, sfruttando una tecnologia simile a quella dei mulini, si poteva ottenere un'efficace irrigazione. Sono le cosiddette "prata".


Delle dighe non rimane un granché, a dire il vero, perché nel corso dei secoli il corso d'acqua, durante le piene impetuose, ne ha provocato il crollo. Quella qui sopra è quella più conservata, e se ne può notare lo spessore. Nella foto qui sotto si può vedere quel che rimane della parte frontale.


Non lontano, si trova una piazzola che in realtà è la cava da cui sono stati prelevati i blocchi per realizzare una delle dighe in opera quadrata. In un angolo della piazzola, infatti, si notano alcuni blocchi rimasti in situ e non completati. Altri se ne notano all'interno dell'ambiente ipogeo. Il fatto che però la piazzola presenti una sorta di rampa di accesso, numerose nicchie, tra cui una con modanatura e timpano, fa pensare che probabilmente siamo in presenza di un'antica sepoltura o di un'area sacra riutilizzata successivamente come cava, per comodità.


Dopo l'abbandono antico, il sistema di regimazione idraulica deve aver continuato a funzionare e si può ben dire che in verità funzioni tutt'ora, come testimoniano rattoppi recenti. Alcune dighe non antiche, forse ottocentesche, hanno sostituito quelle romane: chiudendo una paratia, il livello dell'acqua si alzava, permettendo di farla scorrere verso canalette scavate nella roccia, da dove poteva essere prelevata per irrigare i campi. Nella foto sotto si vede una di questi piccoli canali sopraelevati e una scalinata di servizio intagliata nel tufo.


Oggi l'irrigazione avviene grazie a pompe a motore e a tubi di plastica che, con la tecnica "a goccia" permettono più comodamente di dissetare i noccioleti che occupano "le prata", però alcuni sistemi, pur abbandonati, potrebbero con poco lavoro essere riattivati, e sicuramente hanno funzionato sino a non molti anni fa...


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