Quei misteriosi tumuli subacquei nel lago di Bolsena

Si chiamano "aiole" e se ne trovano ben 4 sott'acqua, nascoste agli sguardi di coloro che si trovassero a passare lungo le rivedel lago di Bolsena Ma un tempo la situazione era assai diversa. Edificate (per così dire) da un popolo pre-etrusco (Civiltà di Rinaldone), consistono in grossi cumuli di pietre: l'aiola più grande, quella del Grancaro a Bolsena, è lunga 80 metri, larga 60 e alta oltre due metri e mezzo. Sulla cime vennero rinvenuti, dall'ingegner Fioravanti, il primo a studiarle nel 1959, alcuni cippi, a indicare la funzione sacrale del tumulo in effetti collocato su sorgenti termali ancora attive. All'epoca della costruzione, queste piramidi di pietra (certamente più "ordinate" di come appaiono oggi) non erano sott'acqua: il lago, infatti, era di 9 metri più basso di come appaia oggi, al punto che lungo le rive si possono osservare (parzialmente sommerse a seconda delle stagioni) i solchi lasciati dal passaggio di innumerevoli carri, le cosiddette "rotate". La stessa punta del "Grancaro" (dall'abbondanza di granchi) venne ribattezzata "Grancarro"...


Sebbene molto alterate dal passare dei millenni e dall'erosione delle acque, durante l'estate - con il lago in secca - le rotate sono ancora ben visibili.


A breve distanza dalla riva si trova l'aiola del Grancaro, appunto, che parte da circa quattro metri di profondità e arriva a sfiorare la superficie del lago, al punto che, unica delle quattro, è ben visibile anche sulle mappe di Google.


A suo tempo nell'area vennero recuperate grandi quantità di vasellame e altri oggetti pertinenti all'antico villaggio che sorgeva non lontano dall'aiola: d'altra parte proprio la presenza di questi oggetti ha fatto nascere in passato le leggende in merito all'esistenza di città sommerse. In effetti, una leggenda non priva di un fondo di verità!


La "secca" potrebbe quasi sembrare naturale, se non fosse per l'evidente incongruenza rispetto all'habitat, prevalentemente sabbioso, su cui si eleva. Animali e piante del lago vi trovano comunque un ambiente prezioso su cui crescere o rifugiarsi.


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