La Via Ceretana a Vetralla

Come segnalato da Luciano Proietti e Mario Sanna di Archeotuscia nel loro volume "Tra Caere e Volsinii", l'antica strada romana attraversa la moderna provinciale per Tuscania e poi scende a guadare il torrente Rigomero. Sin da subito, la strada segue una sorta di trincea, o di ampia via cava, che dopo una larga curva raggiunge il limpido torrente in corrispondenza di un'antica mola.


L'ambiente è di notevole suggestione, ma purtroppo tutto il sito è oppresso dalla presenza di quantità notevole di rifiuti "pesanti", gettati oltretutto in alcune vie cave, da cui poi dilavano verso il torrente. E' incredibile come ancora oggi tanta, troppa gente trovi accettabile liberarsi in questo modo dei propri scarti. Si spera che le autorità intervengano a fermare questo scandaloso scempio.


Scendendo lungo il torrente si trova l'imbocco di una bella via cava (ma forse si tratta di una formazione naturale dovuta al lavoro delle acque), purtroppo oppressa a monte da una delle citate discariche di rifiuti ingombranti (frigoriferi, lavatrici, copertoni...).


Dal torrente la strada risale sino a sbucare su una strada moderna, "responsabile" dello scarico dei rifiuti visto che rende facile la circolazione dei mezzi a motore. Nella stessa area, ma più a sud, si trova una serie di gallerie, di incerta origine e legate comunque a una regimazione delle acque, già "scoperte" dal bravo Gianni Curti, e che rappresentano un unicum per la loro grandiosità. Uniscono due ampie voragini, credo naturali, che fungono da imbuto per le acque piovane (e purtroppo, ancora una volta, per i rifiuti).


Peccato per il degrado, perché si tratta di strutture estremamente interessanti, sebbene come detto sia difficile datarle. Infatti, non somigliano a nient'altro se non a certi "Ponti Terra" di origine romana presenti a San Vittorino vicino Roma e a Cerveteri. Ma la funzione di quest'ultimi era solo simile, non identica. Inoltre anche il tipo di roccia è ben diverso. In questo caso (come le voragini dimostrano) è estremamente friabile, e infatti i crolli sono continui. Il che farebbe pensare a un'origine non antichissima dell'insieme.


Nella stessa breve gola, però, è presente un altro cunicolo, di struttura simile a quelle dei classici cunicoli etruschi, ma profondamente scavato dalle acque che hanno inciso la roccia, in questo punto assai più compatta. Un lavorio che non poteva avvenire in un lasso di tempo breve. In questo caso, credo si possa ritenere che il cunicolo sia antico.


Probabilmente a questo cunicolo preesistente è stato aggiunto in tempi più recenti un sistema secondario di scarico delle acque piovane, in modo da liberare dal ristagno i pianori superiori. Le uniche notizie che ho trovato parlano genericamente, per la zona, di sistemazioni idrauliche pertinenti al passaggio della via Ceretana. C'è da sperare che si avviino nuovi e più approfonditi studi e che magari si metta in sicurezza tutto il sito, dopo averlo ripulito dai rifiuti. Ma temo che questi siano solo pii desideri, in un paese come l'Italia...


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