L'Olpeta sotto Castro

Continuano le mie esplorazioni estive lungo i torrenti della Tuscia. Con il caldo non ci sono poi molte altre scelte, eppoi si scopre sempre qualcosa di nuovo, che magari non si sarebbe notato camminando solo via terra. Perciò ieri me ne sono andato a fare un giro lungo l'Olpeta sotto l'antica capitale del Ducato, Castro. Qui il fiume scorre in una bella valle, molto stretta e accidentata, e ci sono punti in cui forma dei laghetti, che a volte è necessario passare quasi a nuoto. Proprio ai piedi della rupe di Castro ho notato diverse strutture interessanti. Prima di tutto una sistemazione idraulica, in realtà una gora che doveva essere a servizio di un mulino, di cui non resta traccia visibile.


Nella foto sopra si nota lo sbocco della gora (a destra) nei pressi di un ipogeo, che forse era al servizio della mola. Considerando la presenza di questo canale che doveva portare l'acqua prelevata dal torrente, mi son detto che dovesse esserci anche una diga, che facendo alzare il livello delle acque consentiva a tutto il sistema di funzionare. Sebbene coperta dalla vegetazione, in effetti quel poco che rimane della diga è ben visibile lungo il torrente.


D'altra parte una città come Castro, oltretutto capitale di uno stato, doveva necessariamente avere un mulino, e questo sembra in effetti uno dei pochi punti in cui fosse possibile realizzarlo, data l'asprezza della gola. Non lontano, si trova anche una via cava, piccola e stretta, che probabilmente proveniva dal pianoro soprastante. Impossibile accertarlo a causa dei crolli. Un enorme masso è precipitato sulla trincea creando un suggestivo piccolo "tunnel", similmente a quanto avvenuto con la "scalinata etrusca" di Barbarano.


Ma non basta, al ritorno (all'andata non ci avevo fatto caso), nel punto in cui un torrentello, quello che delimita dall'altra parte la rupe di Castro, si getta nell'Olpeta, si trovano i resti di un ponte, anche piuttosto grande. Si vedono ancora gli "attacchi" alle pareti laterali, e il pilone al centro, il che lascia intendere che si trattasse di un ponte a due fornici. Dalle antiche mappe di Castro, si nota in effetti che da questo lato c'era un'altra strada, oltre a quella ben nota che entrava nella Cava Buia di Castro, e che la maggior parte degli autori concorda nel ritenere sia la Clodia.


Con l'occasione, ho dato infine un'occhiata al colombario che avevo "scoperto" qualche anno fa. Parzialmente crollato, è però interessante per la piccola scalinata che consente l'accesso all'ambiente, rialzato di un paio di metri.


Niente male, come "bottino" della giornata!

Commenti