Sughereta by night

La sughereta di Tuscania è uno di quei luoghi in cui senti potente il richiamo della storia, strettamente connesso a quello della natura. Sino a poco dopo la Seconda Guerra Mondiale, sul pianoro erano sopravvissute rade sughere annose, che solo in pochi punti formavano lembi di bosco. Ma poi, complice anche l'abbandono delle attività agricole, le giovani querce del sottobosco sono cresciute, e oggi hanno  intorno ai 60 anni, e sono grandi e grosse anche loro, come i patriarchi che ora restano un po' nascosti dalla loro esuberanza giovanile. La natura sa sistemare le cose, se lasciata fare.


Purtroppo, ci sono alcune attività umane, come l'estrazione del sughero, che cambiano l'aspetto del bosco, rendendolo meno "naturale": tuttavia, è un uso relativamente compatibile della risorsa. Meno compatibile è di certo l'inquinamento luminoso, di cui ci si può rendere davvero conto solo visitando i luoghi di notte. La Tuscia è considerata un classico "luogo buio", dove è possibile vedere le stelle con una certa facilità. Ma anche qui illuminazioni inutili e a francamente eccessive, rendono lo spettacolo del cielo stellato assai meno esaltante di come potrebbe essere, se solo si applicassero politiche di gestione e risparmio dell'illuminazione pubblica (e privata).


Nella foto sopra si vede bene il riverbero delle luci di Viterbo, su cui si staglia la Via Lattea. In cielo passano aerei, elicotteri e satelliti, in un via vai senza sosta. Ad ogni modo, nelle calde notti estive, è sempre un piacere (e un sollievo) stare in mezzo alla campagna e ascoltare i versi dei rapaci notturni, osservare il volo silenzioso dei pipistrelli, il ronzio degli insetti.  La natura non dorme mai come, a volte, il fotografo...


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