Un ponte misterioso

C'è un piccolo torrente, non lontano da Farnese, che ha scavato il banco tufaceo creando delle piccole gole, molto suggestive, e impossibili da percorrere senza mettere in conto un parziale bagno. Ad un certo punto, la forra si ampia e si "complica", con diversi salti e rocce cadute nell'alveo. Questo tratto è impercorribile senza attrezzature specifiche. Eppure proprio in questo punto, qualcuno ha costruito un ponte. Ne ho rinvenuto i (pochi) resti per puro caso, quando mi son reso conto che il "piedistallo" su cui stavo fotografando la forra sottostante era chiaramente di origine artificiale. Automaticamente ho volto lo sguardo verso la parete opposta e anche lì si nota una struttura in muratura, quasi invisibile. Chiaramente era un ponte. Ma a che epoca risale, e chi l'ha costruito? Per quale scopo, visto che siamo in un'area aspra, e scendere al punto di cui vi sto parlando richiede di superare un dislivello di vari metri, ripidi e senza alcuna apparente sistemazione artificiale?


Nella foto sopra, sulla sinistra vedete la struttura meglio osservabile mentre dall'altra parte della gola, poco sopra e a destra del tronco dei due alberi, si notano le murature del punto in cui l'arco del ponte doveva arrivare. La faccenda è intrigante. Presumo, dato anche la larghezza delle strutture rimaste, che doveva trattarsi di un ponte pedonale: questo potrebbe spiegare la sua posizione, proprio sotto una parete ripida non superabile da carri, ma da gente a piedi o a cavallo si. Ad ogni modo ci troviamo su una direttrice grossomodo parallela a quella che porta a Castro, e in asse con il tragitto del "Sentiero dei Briganti", deviando dal quale è possibile raggiungere l'eremo di Poggio Conte. Insomma, potrebbe trattarsi di una stradina che dall'area degli eremi sul Fiora conduceva a Castro e dunque anche a Farnese? Può darsi, chissà... Resta il fascino della scoperta, non solo di questo manufatto, ma della stessa forra, che presenta angoli indubbiamente interessanti.


L'erosione ha creato lungo il tragitto del torrentello molte "marmitte dei giganti" e alcune rientranze nelle pareti laterali somiglianti vagamente a degli ipogei.

Sempre all'erosione si deve anche la forma "ad ampolla" di diversi tratti della gola. L'ambiente è abbastanza integro, dispiace solo (e molto) per la presenza di rifiuti legati alle attività agricole, come copertoni e teli di plastica che, abbandonati nei canali di scolo, con le piogge finiscono nel torrente e da qui nell'Olpeta, poi alla Fiora e infine in mare. La stupidità umana, come vedete, può andare molto lontano...

Commenti

Osvaldo Velo ha detto…
Posto bellissimo ed intrigante. Conosco sia il Fiora sia l'Olpeta ma questo "angolo di paradiso" ancora mi manca. Mi sa che ci vado presto, prestissimo. Magari con canna da pesca al seguito. Hai visto mai... :-) :-) :-)
Marco Scataglini ha detto…
Troppa poca acqua per esserci cose interessanti, ma io non sono un esperto!