Non sarà un'avventura

E invece un po' un'avventura è stata, ma di quelle che, a posteriori, mentre ti lecchi le ferite (echimosi e taglietti vari), sei ben felice di aver vissuto. Era da tempo, d'altra parte che volevo farlo: risalire il torrente Acquarossa, le cui acque gialle di zolfo e ricche di ferro (ancora mi sento addosso la puzza di ruggine...), scorrono veloci a nord di Viterbo, vicino Ferento. Una piccola impresa che richiede, però, di bagnarsi completamente, e dunque fattibile (per noi comuni mortali e per di più fotografi) solo con la stagione calda. Eccomi allora pronto, qualche giorno fa, con la sacca impermeabile nello zaino (dove ho riposto l'attrezzatura fotografica) e l'intenzione di fare di tutto per raggiungere l'agognata destinazione: la cascata sotto il vecchio mulino. Più facile a dirsi, che a farsi, però.



La forra è strettissima, e non consente passaggi laterali; il fondo è pieno di buche, in cui bisogna entrare, con l'acqua che arriva al petto, mentre in alcune nemmeno si tocca (il tutto vincendo la forza della corrente), ma la cosa peggiore sono i tronchi d'albero caduti dal bosco soprastante, che obbligano a manovre faticose e anche pericolose. E' proprio per superare i tronchi che mi sono fatto male più volte. Ma tutto questo passa in secondo piano, considerando la bellezza dell'ambiente circostante, davvero selvaggio, anche se siamo vicini a una trafficata strada provinciale! Colpisce, semmai, l'assoluta mancanza di vita animale nel torrente. Io, almeno, non vedo nemmeno un girino o un qualche insetto acquatico...


Dopo diverse ore, ecco la cascata! in realtà ce ne sono altre due più piccole, ma quella principale rimbomba nella forra e alza un denso pulviscolo d'acqua che rende difficilissimo scattare le foto. Nei pressi della cascata si torna a notare l' (in)civiltà umana, con numerosi rifiuti che gli "intelligenti" visitatori gettano nella forra (tra cui il "famoso" frigorifero, oramai ridotto a un rottame, ma sempre con un impatto devastante su chi ha ancora negli occhi le immagini di una natura quasi primordiale).


Beh, insomma, l'impresa, se così possiamo chiamarla, è compiuta. Rimane la speranza che un luogo del genere possa essere preservato e protetto, anche rimuovendo la massa di rifiuti che opprime e svilisce uno dei luoghi più suggestivi del territorio viterbese (la fonte Acquarossa e il mulino)...

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