Torri lungo la via Amerina (e la valle del Treja)

Il territorio di Civita Castellana, e dei comuni contermini, è ricchissimo di testimonianze archeologiche falische, ma anche di quelle medievali, visto che ci troviamo nel cosiddetto "corridoio Bizantino", di fondamentale importanza strategica, e che venne per questo munito di innumerevoli torri, fortificazioni e castelli, che vigilavano sia sulle vie di comunicazione naturali, come i fiumi, sia sulla via Amerina, asse portante del corridoio stesso.


Tra questi insediamenti, Castrum Insulae, al confine tra il comune di Civita Castellana e Castel Sant'Elia, era uno dei più importanti. Ne restano preziose testimonianze, oramai inglobate dalla vegetazione e a rischio di crollo, come la torre (sopra) e la chiesa (sotto), sullo sperone tufaceo a controllo del tragitto dell'Amerina.


Molte altre torri, a volte piccole e isolate, a volte parte di sistemi difensivi più articolati, si trovano lungo il tragitto delle principali strade, come - oltre all'Amerina - l'antica via Flaminia. Quella sotto, ad esempio, è la Torre dei Pastori, a cui fa da sfondo il monte Soratte, simbolo dell'Ager Faliscus.


Quando il fiume Treja si getta incontro alla pianura per confluire nel Tevere, il suo tragitto è controllato da una piccola torre dall'aspetto singolare, dovuto ai rampicanti.


Poco più avanti, la torre dei Giacanti, parte di una fortificazione più ampia, controlla da un lato la piana sottostante dove oggi, oltre al Tevere, passano l'autostrada e l'Alta Velocità, dall'altro appunto il corso del Treja, che ha oramai terminato il suo viaggio. Come noi...


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