Tra Gallese e Corchiano. Una giornata particolare


Il titolo di questo post è ovviamente dedicato al grande regista Ettore Scola, recentemente scomparso, ma  non parlerò di cinema. Parlerò invece del fatto che senza dubbio spesso è bello avere un sentiero ben segnalato, chiaro e facilmente percorribile che ci porti a vedere dei luoghi che reputiamo importanti senza dover soffrire in mezzo alla macchia, tra rovi e pruni spinosi. Ci mancherebbe. E' che a volte si cerca l'emozione della scoperta, la sensazione di essere se non gli unici, almeno tra i pochi a conoscere un determinato luogo, e come ci si arriva. E anche se ogni volta, mentre sono lì a sfilarmi le spine dalle mani e a sanguinare dopo che l'ennesimo rovo mi si è abbarbicato alle gambe, giuro che mai più andrò a cercare un sito senza sapere esattamente dove sia, continuo a buttarmi per forre e campi, alla ricerca di una specie di Santo Graal. Che qualche giorno fa ha preso le forme di un bel rudere di castello, Cenciano Diruto, a Corchiano. Per arrivarci son dovuto passare attraverso vasti noccioleti, scavalcare un rivo fangoso e salire una rupe instabile. Ne valeva la pena, per "quattro sassi"? Decisamente. Ma non tutti possono capire...


Tra l'altro, quel giorno lì, ero reduce dalla esplorazione di una fantastica forra sotto Gallese, di cui mi aveva parlato un amico fotografo. Le informazioni che avevo a disposizione erano poche e frammentarie. Dirigendomi verso Cenciano mi sono detto: "perché non dare un'occhiata, prima, alla forra di Gallese?". Quando ti vengono certe fregole, uno dovrebbe pensarci due volte. Ma ci casco sempre. Così, la breve occhiata è diventata un'esplorazione vera e propria tra salti di roccia, pozze d'acqua, fango e qualche rischio di troppo, visto che ero da solo. La gola presenta altissime pareti costituite da rocce particolari, di conglomerato (puddinga) alternato a tufo, davvero belle. L'acqua le ha scavate in forme sinuose, formando  dei salti, con cascate non altissime, ma estremamente scenografiche.


Alla fine si arriva al salto principale, detto cascata dei Frati, e qui mi son dovuto arrendere, perché era davvero impossibile proseguire. Ma tornerò, sicuro. E sarà un'altra giornata particolare...


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