Rupe di Castiglioni a Orte

Orte era circondata da una vasta serie di castelli, a difesa della via di comunicazione rappresentata dal Tevere, e anche della via Amerina, che traversava il fiume proprio appena a nord del paese.

All'incrocio tra l'Amerina e il Tevere, sorse in epoca romana il porto di Seripola, di cui restano importanti ruderi.


Sulla rupe che sorge nei pressi, caratterizzata da alte e scoscese pareti che affacciano da un lato sul Tevere e dall'altro sul Rio Grande (che grande non è affatto), sorse tra il IX e il X secolo un castello, chiamato Castellione, che diede il nome a tutta l'area, detta Castiglioni, appunto.


Sull'altura si trovano ancora i resti di due torri e lacerti di muratura. Il panorama, amplissimo, è purtroppo oggi rovinato dall'autostrada e dalla linea ferroviaria ad alta velocità.


La torre principale è parzialmente crollata, ma il piano terra conserva ancora la copertura a volta.
La parte in basso della costruzione è in travertino, con tracce di bugnatura, la parte più alta è in tufo. La seconda torre è invece quasi completamente crollata.


Molto interessanti anche le grotte scavate alla base della rupe, in uno strato di roccia sedimentaria piuttosto inconsistente che si trova tra due strati di roccia più dura (puddinga) costituita da sassolini di chiara origine fluviale. Tutto il sito dovette trovarsi sott'acqua, un tempo, visto che si vedono "correnti di torbida" e altre deposizioni di limo, a strati. Anche geologicamente, insomma, la rupe merita attenzione!


La "debolezza" di queste rocce e lo stato di inevitabile abbandono di Castiglioni, rendono l'area pericolosa e instabile, a causa di crolli, anche di massi di grandi dimensioni. Le stesse torri presentano evidenti spaccature, che ne determineranno, prima o poi, il crollo, come avvenuto in molti altre località simili (ad esempio a Isola Conversina, vicino Civita Castellana)....



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