La foce dell'Arrone

Nel Lazio settentrionale ci sono due torrenti Arrone: uno è l'emissario del lago di Bracciano, l'altro segna invece il confine tra i comuni di Montalto di Castro e Tarquinia. E' di quest'ultimo che parliamo in quello che è l'ultimo post del 2015.


Il tratto di costa sabbiosa attraversato dal torrente rappresenta un importante ambiente naturale, con dune popolate da vegetazione mediterranea e ampi canneti, regno degli uccelli acquatici. La zona si caratterizza anche per importanti resti archeologici: ridotti nelle dimensioni, ma notevoli storicamente. Infatti, non lontano dalla foce, appena emergenti dal mare (di fronte un ristorante), si trovano i pochi resti del porto etrusco di Regisvilla, poi porto delle Murelle. A difesa di quest'ultimo, sorse una fortificazione medievale, poi ampiamente rimaneggiata nel XVII secolo: il Castellaccio dell'Arrone, oggi a qualche centinaio di metri dalla riva a causa delle deposizioni sabbiose.


Obiettivamente, della fortezza non rimane molto, e quel poco è sommerso dai rovi, ma il sito ci ricorda quale importanza ebbero i porti della Tuscia, quasi tutti di origine etrusca e rimasti in uso per lunghissimi secoli: un'importanza venuta meno con la crescita di Civitavecchia, che accentrò i traffici di tutta l'area (pirati saraceni permettendo).


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