Il Castello delle Baucche a Orte

Il castello, di cui rimane davvero poco di visibile (in pratica solo due ambienti, pertinenti a due torri), sorge a picco sul fiume Tevere, appena fuori Orte Scalo.  Come scrive Stefano Del Lungo "l’altura è l’estrema propaggine orientale del vasto complesso collinare di Macchia di Ruffo e di Bagnolo, costituita in parte da depositi alluvionali molto compatti e in parte da stratificazioni di calcare travertinoso... la datazione proposta per  le rovine del castello è il secolo XII e si basa sulla tipologia delle opere murarie; ulteriori elementi potrebbero ricavarsi dallo studio della ceramica, che la Nardi afferma di aver rinvenuto in abbondanza, ma di cui non si è potuto recuperare alcun frammento né sul pianoro, né ai suoi piedi".


Recenti tagli boschivi sul colle hanno reso l'accesso al sito quanto mai complesso, come i graffi che porto addosso possono testimoniare! Sono arrivato al colle delle Baucche seguendo la ferrovia abbandonata, la linea Orte - Civitavecchia che risulta in uso (almeno nel tratto tra Faleria e Orte) sino alla fine degli anni '90, e che un rapido degrado ha reso percorribile oramai solo in piccola parte.


La ferrovia sfrutta una trincea che era stata realizzata nel Medioevo per proteggere il castello delle Baucche da attacchi alle spalle: da qui è possibile risalire alle rovine, con la tecnica "del cinghiale", cioé quasi a carponi. Per fortuna il tragitto è breve. In tal modo si possono visitare due ambienti, in gran parte crollati, pertinenti a strutture di fortificazione. Tutto il resto è coperto dalla macchia impenetrabile. Una torre, la più bella e meglio conservata, affaccia sulla piana del Tevere che, nonostante la ferrovia e l'autostrada (da cui giunge un costante e fastidioso rumore...), rimane comunque suggestiva. Appena al di là, si vedono i paesi dell'Umbria. Poco discosto, il secondo ambiente (foto in alto) appare compromesso dalla vegetazione, e vicino al crollo definitivo. Molto belli gli accessi alle due torri, impostati su archi possenti, in un caso anche con riutilizzo di materiali più antichi.



E' davvero un peccato che una simile testimonianza del passato sia oramai del tutto abbandonata e dimenticata. D'altra parte non va meglio al vicino complesso di Torre Pulita, assediato dalle cave. Pensare che basterebbe ripulire e sistemare la vecchia ferrovia, utilizzandola per connettere queste testimonianze archeologiche (rendendole fruibili), per ottenere una "greenway" di altissimo interesse.
Concludo con un'immagine della splendida cisterna romana presente sotto Torre Pulita (che non è una torre, ma quanto rimane del campanile del monastero di San Cristoforo)...


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