Con il foro... lungo il Fiora


Naturalmente per foro si intende il foro stenopeico (a proposito: il 26 aprile terrò un workshop sul pinhole a Tuscania). La fotografia stenopeica consente di fare una sorta di immersione nella storia della fotografia pur rimanendo saldamente ancorati alla modernità. Infatti, da un lato si sfrutta una tecnica conosciuta già dagli Arabi e dai Cinesi millenni fa, e che ha poi avuto un ruolo importante nella fotografia soprattutto quella sperimentale, dall'altro, grazie al digitale, i negativi possono essere ottimizzati e resi fruibili esattamente come se si trattasse di una fotografia fatta con una DSLR.


La situazione illustrata dalle foto sopra ha diversi punti di contatto con queste considerazioni tecniche: pur sempre di un confronto passata/presente si tratta, ma forse con meno "integrazione". Siamo in un punto del fiume Fiora storicamente molto importante, e di cui abbiamo già parlato su questo blog. A parte Vulci, ponte San Pietro era il punto di passaggio principale tra lo Stato Pontificio (da cui il nome del ponte) e il Granducato di Toscana. Il ponte antico, medievale, con la sua elegante monoarcata, resiste ai secoli e alle intemperie, e soprattutto alle devastanti piene del Fiume, che gli scaglia contro pesanti tronchi, frutto spesso di tagli avventati e mal gestiti realizzati a monte. Ma per quanto? L'arcata appare danneggiata in diversi punti ed molte radici hanno aperto profondi solchi sulle sue sostruzioni. Il crollo dell'antico manufatto sembrerebbe solo questione di tempo. Di fronte, il manufatto moderno, comunque di pregio - sebbene non abbia che un accenno dell'eleganza del ponte medievale - sembra pronto a sfidare il fiume: in fondo è frutto di un'epoca che crede di poter dominare la Natura e le sue bizze. Sbagliando, ovviamente.

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