Il mistero dei graffiti del Morranaccio

Di vero mistero si tratta, perché solo supposizioni e non certezze emergono dall'analisi di questi graffiti. Il Morranaccio è un castello collocato nel territorio di Pitigliano (Gr), a circa due chilometri dal confine col Lazio, e lungo il torrente Nova. Ne rimangono solo pochi ruderi, in realtà, come abbiamo già visto su questo blog. Si tratta di una località di antica frequentazione, dai Villanoviani agli Etruschi, come minimo: questi ultimi hanno lasciato nella zona anche il cosiddetto "labirinto", un altro degli intriganti misteri del Morranaccio.


Comunque, le cose stanno così: in un pozzo (dalla tipica forma a collo di bottiglia e rivestito di malta idraulica, il che lascia pochi dubbi sulla funzione originaria della struttura) si trovano grandi e rozzi graffiti, che ne ricoprono gran parte delle pareti. Secondo alcuni, tali graffiti ricordano quelli lasciati da prigionieri templari in alcune delle prigioni in cui vennero tenuti ai tempi della distruzione dell'ordine. Potrebbe esser stato, il pozzo, utilizzato come prigione? Certo i graffiti sono antichi, e certamente presentano tipologie interessanti e suggestive. Molto numerose sono anche le serie di linee tipiche di vuole "contare" il tempo, sebbene disposte non in modo ordinato e "sbarrate" in modo chiaro...


Non c'è alcun dubbio, almeno, sul fatto che il pozzo abbia subito una cambio di destinazione: nella parte bassa si trova infatti un accesso, oggi in buona parte occluso dai crolli che hanno interessato tutto il Morranaccio e che minacciano la stessa sopravvivenza di questo sito.


Per accedervi, infatti, occorre strisciare all'interno di un basso e polveroso cunicolo: una volta dentro si vede che il pozzo è oggi occluso da materiali di crollo (infatti, un tempo doveva essere aperto verso il pianoro, in modo da poter attingervi l'acqua e, successivamente al cambio di destinazione, per dare luce e aria ai prigionieri), mentre grossi massi e terriccio ingombrano il fondo. Profonde fenditure interessano le pareti e rendono probabili ulteriori distacchi di materiale. Un fenomeno, questo dei crolli, che interessa tutta l'area del Morranaccio, compreso l'ipogeo detto "il labirinto" e il colombario che vi si trova vicino (crolli accellerati da un'improvvido e eccessivo taglio del bosco che ha lasciato tra l'altro numerosi detriti vegetali che ingombrano tutta l'area). Visitare il pozzo, insomma, è oggi un'esperienza quasi di "archeospeleologia", destinato a chi non soffre di claustrofobia!


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