Ipogei a Loiano, Gallese

A volte le scoperte avvengono per il concorrere di circostanze particolari, ma soprattutto grazie agli incontri e ai suggerimenti giusti. Come quello datomi dalla brava Francesca Ceci, che di archeologia (in quanto archeologa per professione e per passione) se ne intende davvero (a differenza di me, che mi concentro principalmente sugli aspetti diciamo "estetici"), di dare un'occhiata a questi ipogei poco fuori Gallese, perché "ne vale davvero la pena". Così ne ho parlato col mio amico Andrea Bovo, anche lui avido esploratore della Tuscia, che è andato a dare un'occhiata (non è poi così facile trovare certi posti) e mi ha scritto sottolineando la bellezza del sito. 


Insomma, mi organizzo e vado. Il sito è davvero straordinario. Sono tre ambienti più o meno paralleli; due delle "gallerie" hanno le pareti in cui si aprono numerose nicchie dalla forma singolare: probabilmente arcosoli modificati per creare "recinti" destinati a ospitare piccoli animali d'allevamento. In effetti i tre ipogei hanno subito numerose modifiche per essere utilizzati come stalle.


Il che nulla toglie, anzi, all'interesse che essi provocano in chiunque abbia occasione di visitarli! Perché vi si coglie con chiarezza la sovrapposizione dei secoli. Ogni epoca vi ha, in altre parole, lasciato un segno: anche la nostra epoca contemporanea, con i segni che gli sono caratteristici, cioè rifiuti e degrado...


Sull'origine degli ipogei ci sono numerose ipotesi, nessuna delle quali può essere considerata dimostrata con certezza. Come altri siti simili, è probabile l'origine etrusca, o romana, e poi la successiva trasformazione in strutture ad uso agricolo. Da notare la presenza nei pressi di alcune tagliate, una delle quali serviva probabilmente a raggiungere gli ipogei (ma oggi è praticamente chiusa dalla vegetazione)....

Commenti

Antonio Carosi ha detto…
c'è un locale 'simile', sebbene molto rimaneggiato, nei boschi attorno a Carbognano, loc. Costa dei Galli...