Il castello di Stachilagi, a Manciano (GR)

In cima a un colle a dominio della valle del torrente Elsa, appena fuori Manciano (e dunque nell'area di influenza, per così dire, della via Clodia) si trova il rudere di un piccolo castello. E' uno dei molti castelli scomparsi che un tempo vigilavano l'area di confine tra lo Stato Pontificio e il Granducato, e che dopo il loro abbandono, divennero rifugio di banditi e briganti, non ultimo il Tiburzi, il "Re della Maremma".


Stachilagi è forse quello meno facilmente raggiungibile, perché la macchia (ceduata fittamente) è ricresciuta come un muro penetrabile solo dai cinghiali (o dagli umani disposti a camminare carponi!). Certamente, il luogo è molto suggestivo e panoramico, e piuttosto "selvatico". La torre tra l'altro è un rifugio privilegiato per rapaci notturni (efficacissimi nello sterminare topi e piccoli mammiferi, a giudicare dai resti presenti nelle borre) e posatoio per quelli diurni.


Visitare questi luoghi oramai quasi definitivamente orfani della presenza umana (probabilmente questa è una fortuna), regala sempre emozioni forti. In fondo, non è per questo che amiamo i territorio di Tuscia e Maremma?

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