Defizio del Piombo ad Allumiere

Le antiche miniere abbandonate sono frequenti, sui Monti della Tolfa. Nel XVIII secolo, non lontano da Allumiere (frazione La Bianca) venne avviata un'attività di estrazione della Galena, da cui ricavare il Piombo. L'impresa non si rivelò affatto redditizia, così venne abbandonata: rimane solo l'edificio che ospitava lo stabilimento di lavorazione del minerale, come muta testimonianza.


L'estrazione avveniva sfruttando l'energia dell'acqua, motivo per cui lo stabilimento fu costruito lungo il corso di un piccolo torrente. Un breve ma ardito acquedotto provvedeva a portare l'acqua in un punto in alto, sopra l'officina e da qui, con una caduta, se ne utilizzava l'energia potenziale. 


E' proprio l'acquedotto la parte meglio conservata del rudere, mentre l'edificio principale versa in condizioni non buone, a causa del cedimento del tetto, che ha esposto agli agenti atmosferici i locali interni. I canali sottostanti, quelli in cui passava (e passa tutt'ora) l'acqua del torrente dopo il salto, sono invece ancora percorribili. Il fascino di questo luogo è indiscutibile.


Come tutti i siti di archeologia industriale, dunque più vicini a noi rispetto alle strutture più antiche, romane o etrusche, il Defizio del Piombo è non soltanto un monumento importante in sé, ma anche una possibilità di fare esperienza (anche se solo idealmente e a livello di percezione) quale dovette essere la fatica e l'impegno di coloro che qui lavorarono duramente. Molti di questi lavoratori erano bambini, è bene ricordarlo, pagati oltretutto cifre più basse degli adulti. Il tutto all'interno dello Stato Pontificio!


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