Il complesso di San Salvatore a Vetralla


Un'antica strada collegava fino al secolo scorso Viterbo con Tarquinia, passando vicino a Norchia. Un ponte (restaurato alla fine del XIX secolo e ancora in perfette condizioni) scavalca il Biedano e consente di accedere al pianoro di San Salvatore, dove sorse un insediamento etrusco dipendente da Norchia (e praticamente sul tracciato della Clodia), poi Romano, infine medievale. Successivamente, vi sorse un nucleo di abitazioni campestri (un bel casale, che si vede nella foto sopra), una chiesa seicentesca (sullo sfondo) e varie strutture destinate all'allevamento degli animali e che sfruttavano abbondantemente i numerosi ambienti ipogei che traforano il colle...


Sono proprio gli ambienti ipogei a costituire il principale interesse del sito, sebbene secoli di modifiche e cambi di destinazione (principalmente con la trasformazione in stalle e cantine) ne abbia profondamente alterato l'aspetto e la leggibilità archeologica.


Da segnalare, lungo il tragitto (di circa 5 chilometri) che collega Norchia con San Salvatore (e che ricalca un diverticolo della Clodia, o la Clodia stessa), la presenza del rudere detto La Torraccia: non una vera torre, in realtà, ma il nucleo cementizio di un monumento funebre romano, che testimonia l'importanza del percorso all'epoca della conquista...


Commenti

Norma Hengstenberg ha detto…
Si, si tratta di un altro territorio di indubbio fascino del quale si puo godere anche durante il pellegrinaggio di S.Vivenzio da Blera a Norchia.