Chiesa rupestre di Santa Fortunata a Sutri

Si trova quasi di fronte al teatro romano (o etrusco) di Sutri, quello famoso, interamente scavato nel tufo. Come a dire: chi vi presterebbe attenzione, considerando che vicino c'è una simile meraviglia? E infatti la chiesa rupestre di Santa Fortunata cade a pezzi, letteralmente. Occorre muoversi tra crolli più o meno recenti, e rifiuti sparsi (segno evidente che almeno gli imbecilli la degnano di attenzione), per poterne ammirare l'intatta bellezza, che andrebbe valorizzata, in qualche modo.


Sento già la solita tiritera: l'Italia ha troppi monumenti, il 50% del patrimonio monumentale del mondo (cosa totalmente falsa, è un fake nato chissà come: certo, però, di monumenti ne ha tanti davvero), non ha risorse ed energie per occuparsi di tutti, ecc. ecc. Stupidate. Se ci fosse la buona volontà, basterebbe davvero poco per salvaguardare gran parte del nostro patrimonio archeologico, architettonico e naturale: diciamo che basterebbe una frazione delle risorse che si investono per massacrarlo e distruggerlo, questo patrimonio!


Ma tant'è. Essere italiani significa armarsi di pazienza e resistere. E intanto, andare a vedere tutte le bellezze a rischio, che magari domani non ci saranno più. La chiesa di Santa Fortunata, studiata negli anni '70 dalla immancabile Raspi Serra, non è nemmeno il monumento messo peggio. Il distacco di massi e le piccole frane indicano solo una situazione di "disagio" strutturale, a cui si potrebbe porre rimedio con interventi mirati.


Ma considerando le condizioni in cui versa il territorio circostante, a cominciare dal torrentello che scorre nei pressi è che è una vera fogna a cielo aperto, colma oltretutto di rifiuti di plastica, non c'è da essere ottimisti. E anche lo stesso Teatro è spesso chiuso, presumo per mancanza di personale (i famosi tagli alla cultura, che divengono anche tagli all'economia reale).


Quando osservo che mi sembra incredibile che i turisti stranieri ancora -nonostante tutto- arrivino a visitare l'Italia, mi sento rispondere che loro in fondo cercano "l'autenticità", non il luogo perfetto e sistemato a uso dei turisti. Capisco. Dunque possiamo dire a noi stessi che siamo un popolo "autenticamente" sporcaccione, che lascia andare in malora il proprio patrimonio ambientale, che molla rifiuti ovunque, che inquina i torrenti e ama vedere nei campi e sulle spiagge non fiori, ma plastica multicolore. Se è così, sono davvero nato nel paese sbagliato, perché, che ci crediate o no, a me tutto questo fa schifo.

Commenti

Norma Hengstenberg ha detto…
Buongiorno Marco,

certamente non sei l'unico a provare una certa nausea per quanto riguarda il degrado del nostro patrimonio.
Per quanto riguarda Sutri un particolare ti posso dire che una volta ho spiegato spesso il complesso monumentale di Sutri che è ancora fortunato perchè è integrato in uno dei più piccoli parchi della Regione Lazio e quindi in un certo senso doppiamente fortunato.
La chiesa di S.Fortunato non è integrata pero.Alcuni anni fa esisteva un progetto di estendere il parco alla zona della chiesa e fino al cimitero per effettuare ulteriori scavi e relativi restauri delle catacombe sottostanti.Non so che fine abbia fatto.