Cascata del Gorello a Saturnia

E' uno di quei luoghi che conoscono tutti; sta alla Maremma come il Colosseo sta a Roma, più o meno. La cascata del Gorello (o del Mulino) è frequentatissima, famosissima, strafotografatissima, compare in decine se non centinaia di posters e pubblicazioni della Provincia di Grosseto. Insomma, non facile da riprendere in un modo che non sia già stato visto mille volte. Io, però, ci ho provato lo stesso. Ho scelto un giorno grigio e piovoso, e all'alba ero lì. Non c'era nessuno; i bagnanti sarebbero arrivati solo molto più tardi. La temperatura fredda rendeva fumose le acque calde della cascata, creando atmosfere davvero suggestive...


Era esattamente la situazione che cercavo. Per oltre tre ore ho fotografato questo luogo incantato, e l'ho vissuto come capita di rado: in genere infatti è tutto un vociare di persone in costume che si godono il tepore dei 37,5 gradi dell'acqua!


Si finisce quasi per dimenticare che questo è anche un luogo paesaggisticamente e naturalisticamente di grande rilevanza. In fondo di cascate termali di questo tipo in Italia (e in Europa) non ce ne sono molte. I sali minerali disciolti nell'acqua creano concrezioni fantasmagoriche, oltre alle bellissime vasche dove, indubbiamente, è piacevolissimo immergersi.


Saturnia deve la sua fama proprio a queste sorgenti calde, note sin dall'antichità: anzi, i Romani le apprezzavano in modo particolare, e frequentavano assiduamente i dintorni.


A testimoniarlo, anche il "Castellum Aquarum" di Poggio Murella, pertinente forse a un insediamento o a una villa campestre. E non dimentichiamo che la via Clodia transitava appunto per Saturnia, a conferma che questa era davvero la "strada delle terme", come molti la considerano...

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