La sfida dell'inverno

Chi mi conosce (o segue la mia pagina FB) sa bene che io amo l'inverno e il freddo (e, d'altro canto, detesto il caldo e l'estate), soprattutto per le atmosfere, i toni drammatici (che sono i miei preferiti) e la luce piuttosto "calda" che caratterizza questa stagione, grazie alla posizione bassa del sole all'orizzonte.  Ciò non toglie che per la natura l'inverno sia una stagione difficile. Poco cibo a disposizione, temperature rigide, alberi senza foglie, pioggia, magari neve e ghiaccio. Insomma, per sopravvivere occorre organizzarsi per tempo.


Molti animali vanno in letargo, altri sono già migrati altrove, altri ancora sopravvivono come possono, sfruttando le magre risorse a disposizione. Gli insetti, che allietano le giornate primaverili di noi fotografi proponendosi come soggetti interessanti da riprendere, sono quasi spariti. Ogni tanto, però, è dato vedere qualche ragno che ancora costruisce la sua tela (a volte coperta di brina), addirittura qualche farfalla svolazzare tra i pochissimi fiori che ancora aprono le loro corolle al tiepido sole.

Un paio di giorni fa, mentre percorrevo le rive del fiume Marta poco fuori Tuscania, mi sono imbattuto in questa cimice che se ne stava al riparo nel nodo di un albero. Praticamente era immobile, del tutto intorpidita. Mi sono chiesto di cosa potesse nutrirsi, visto che tutt'intorno la vegetazione era ridotta al minimo. Ma in qualche modo, la sua stessa esistenza è la prova che la natura può resistere a tutto, e sa trovare sempre risorse nascoste. Una lezione che dovremmo tenere sempre ben presente anche noi umani...

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