Foto d'epoca dalla Tuscia

Mio padre collezionava cartoline di "Anzio sparita" (abitavamo nella cittadina balneare a sud di Roma, allora). Ne possedeva centinaia: rappresentavano il borgo marinaro in tutto il suo splendore, prima che gli venisse strappato dalla guerra (il famoso "sbarco di Anzio") ma soprattutto dagli speculatori edilizi.
Dove abito ora, a Tuscania, ci sono collezionisti che raccolgono cartoline della cittadina della Tuscia: una Tuscania "pre terremoto" magari povera e contadina, ma autentica.
Insomma, in tante città sparse per l'Italia ci sono collezionisti appassionati di foto e cartoline di luoghi "com'erano" (belli, integri, poveri, nostalgici, a misura d'uomo...) quasi a voler contrapporre le brutture e la volgarità di oggi a un'integra bellezza (non sempre reale) di un tempo passato.


Io sono cresciuto imbevuto di quella nostalgia. L'ho vista tante volte intorno a me ed aveva il sapore del rimpianto. Oggi, preferisco fotografare ciò che mi sta intorno per dimostrare che quella bellezza c'è ancora. Ferita, ignorata, maltrattata, ma c'è ancora! E mi piace tantissimo cercare di rendere nelle mie foto l'atmosfera delle cartoline e delle foto d'epoca.
Io non colleziono foto d'epoca, per così dire, ma le realizzo!


I miei scatti li definisco "timeless-scapes", paesaggi senza tempo, perché spero sempre che non si comprenda mai appieno se siano usciti fuori dalla cantina del nonno o se invece sono immagini di oggi.


In fondo, mi dico, la bellezza ci salverà. Forse. Se lo vorremo.

E il foro stenopeico in particolare è la mia macchina del tempo, mi mette in comunicazione con i fotografi del passato, anzi di più, con gli artisti che in epoche lontane utilizzavano la "camera oscura" come ausilio per i loro disegni.


Mi sembra, così, che il tempo non sia trascorso invano...

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