Vecchi casali della Tuscia

Non sono appariscenti. A volte non vengono nemmeno notati. A volte vengono abbattuti per costruire, nei pressi, moderne villette senza alcun pregio. Hanno centinaia di anni di storia, a volte; a volte, arrivano direttamente dal Medioevo e magari sono stati, prima, dei casali fortificati. Al loro interno hanno vissuto generazioni di contadini, allevatori, mezzadri, povera gente o benestanti in cerca di natura. Mille storie, tutte da raccontare, e che invece nessuno conoscerà mai. Perché sono fuori dalla storia.


Non sono castelli medievali, di cui restano precisi documenti, né possedimenti di qualche grande e importante abbazia. Sono "nulla" per la Storia con la "s" maiuscola e sappiamo bene che la storia con la "s" minuscola non è stata scritta da (quasi) nessuno. Eppure, andando in giro per la Tuscia, è impossibile non vederli. Decine, centinaia di casali, alcuni relativamente moderni (come quelli realizzati dal Santo Spirito o da altre organizzazioni ai tempi delle bonifiche), altri antichissimi, e di cui restano soltanto le mura...


Un patrimonio che richiederebbe ben altra cura, e soprattutto di non essere dimenticato e svilito, per non dire distrutto sotto i colpi del "progresso". Mi sono sempre chiesto come sia possibile che si costruiscano villette di cemento (francamente orribili e pretenziose) proprio accanto ai ruderi di uno splendido casale in pietra e mattoni, oramai sul punto di crollare definitivamente. Com'è possibile, in altre parole, non vedere la bellezza, quando ce l'hai davanti? Perché non restaurare (con cura e attenzione) l'esistente, invece di edificare ex-novo una bruttura? E pensate che i casali non erano progettati da grandi architetti o danarosi geometri, ma edificati "con naturalezza" dalle maestranze, a volte dagli stessi contadini. Una straordinaria capacità di concepire il bello e unirlo all'utile che oramai sembra definitivamente perduta...


Commenti

Sono completamente d'accordo su quanto da te scritto. Io fotografo luoghi abbandonati in Liguria, in particolare di notte, e anche qui il "metro" di misura non è vedere e valorizzare la bellezza bensì o l'affare o l'indifferenza, siamo messi proprio bene!!!!
Marco Scataglini ha detto…
Hai ragione Claudio! Oramai monetizziamo tutto. Non si salva nulla (una specie animale, un albero, un monumento, un sito archeologico o altro) se non ha un valore economico preciso. Siamo messi davvero male! Ricordo bellissimi luoghi abbandonati nell'entroterra ligure: di certo non resterai senza soggetti! Buon 2014!