Castello dell'Abbadia

Stavolta voglio mostrarvi le foto di un sito tutt'altro che sconosciuto. Anzi, è uno dei simboli della Tuscia: L'Abbadia (o castello) di Vulci.


Rappresenta oggi, come un tempo, un punto di passaggio: non solo sul fiume Fiora (che in realtà oggi si scavalca su un brutto ponte moderno), ma anche tra Lazio e Toscana, oggi, come tra Granducato e Stato Pontificio un secolo e mezzo fa. E la dogana era proprio all'interno del castello, dove oggi è invece ospitato un prezioso museo archeologico. Il castello è anche la porta di accesso (almeno ideale) per l'area archeologica di Vulci, oggi trasformata in Parco Naturalistico Archeologico di grande bellezza, un esempio e un modello di come andrebbe gestito il territorio, se solo ci fossero i fondi e la buona volontà.


La campagna circostante non è più selvaggia e solitaria come ai tempi di George Dennis, ma l'effetto paesaggistico ed emotivo in fondo non è molto diverso, se ci si sforza di dimenticare la vicina strada provinciale. Insomma, Vulci, oggi come un tempo, continua a meritare il suo ruolo di autentico "topos" della Tuscia e della Maremma, uno di quesi siti che non si può mai avvicinare senza emozioni positive...


Non dimentichiamoci mai, infine, che rappresenta anche un luogo naturalisticamente di grande valore (non lontano c'è anche un'oasi WWF realizzata sul lago artificiale creato dall'ENEL), sebbene oramai da anni non si abbiano più notizie della rara lontra...

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