Solfatara di Tuscania

Questo interessante geosito si trova all'interno della Riserva Naturale Provinciale "Tuscania". Si tratta di un fenomeno di vulcanismo secondario, con emissione di gas (idrogeno solforato) e la condensazione di zolfo; l'ambiente è costituito da rocce coperte da un velo giallastro e da suolo che non consente alle piante di crescere, se si escludono quelle adattate a simili situazioni, come l'Agrostis


La sua particolarità è anche quella di sorgere proprio sulle rive del fiume Marta, che qui forma piccole rapide tra i massi, molto suggestive nonostante la qualità delle acque sia decisamente scarsa. E' un vero peccato che non si riesca a fare qualcosa per depurarle, anche perché si tratta di un fiume (ma sarebbe meglio dire torrente) importante sia dal punto di vista naturalistico che da quello storico e culturale. Ecco un animatedGIF della forra!


L'area della Solfatara vera e propria è occupata da una frana di enormi massi: a quanto pare, si tratta di un fenomeno legato all'attività umana. Il sito ospitò infatti, verso la metà del XIX secolo, una piccola cava di zolfo. L'attività di scavo, però, probabilmente condotta in modo errato, provocò il distacco della parete e, a quanto pare, ci furono anche dei morti. In effetti, non lontano dalla frana, si trovano i resti di un edificio in pietra, che sembrerebbe essere parte delle strutture della cava...


Numerosi animali restano uccisi dalle esalazioni di gas; è facile rinvenire uccelli o piccoli rettili morti nei pressi delle pozze in cui gorgoglia il gas (ci sono diverse fuoriuscite di gas anche nel fiume). Per l'uomo non è particolarmente tossico, soprattutto perché rimane molto in basso, a livello del suolo (può essere però pericoloso per bambini e piccoli animali domestici). Un ambiente estremo, difficile, eppure di grande fascino, fortunatamente protetto dalla Riserva...


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