La forra più spettacolare

Immaginate questa scena: una forra profonda e dalle pareti verticali, quasi inaccessibile. Una bella cascata che si getta dall'alto in un torrente giallo vivo. Tutt'intorno, decine di altre sorgenti, gialle anch'esse per la straordinaria quantità di zolfo e altri minerali disciolti. Notevole, vero? Ebbene, tutto questo esiste: il "fiume giallo" scorre all'interno del territorio comunale di Viterbo, nei pressi delle SP Teverina, in una forra che giustamente è stata definita "l'Infernaccio"!


Il fenomeno è ovviamente particolarmente visibile durante i periodi in cui il torrente porta meno acqua, perché durante le piene lo zolfo viene "annacquato" e il fango rende più terroso il colore di fondo. Purtroppo, negli ultimi anni si assiste alla comparsa di una certa quantità di rifiuti, portati appunto durante le piene, dai molti rivoli che a quel punto si riversano nella forra. E' davvero un peccato che un angolo di autentica "wilderness" come questo venga intaccato (sebbene in piccola parte) dall'inciviltà di alcune persone. 


L'Infernaccio è la dimostrazione di quali straordinarie ricchezze nasconda la Tuscia, e quanto poco si faccia per preservarle e, in alcuni casi, per utilizzarle in modo consapevole e sostenibile per favorire lo sviluppo sociale ed economico del territorio. Sebbene la visita alla forra dell'Infernaccio sia riservata a coloro che non temono di sporcarsi di fango fino alla punta dei capelli e siano disponibili a camminare fuori da comodi sentieri, molte altre ricchezze sono invece a portata di mano, e ancor più lo sarebbero se fossero debitamente attrezzate; ma al momento solo Vulci e poche altre località sono davvero a disposizione del pubblico, specialmente straniero, che ama il nostro territorio. Dire che è un immotivato e poco lungimirante sperpero di risorse vuol dire scomodare messieur Lapalisse...


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