Cascatelle del Sasso

I Monti della Tolfa sono divisi in due dalla linea immaginaria che separa la provincia di Roma da quella di Viterbo. Sono uno dei luoghi più interessanti e "intriganti" della Tuscia, con le loro città morte (Monterano, Cencelle, San Giovenale...), la folta macchia in cui fioriscono orchidee e vivono tassi, istrici e cinghiali, i cieli solcati da innumerevoli rapaci (dal biancone al nibbio reale), i corsi d'acqua, le antiche miniere rifugio di colonie di pipistrelli, e così via. Una riserva di Natura, natura vera, a due passi da Roma! In questo senso, Cerveteri è un po' uno snodo, il punto di passaggio dalla Tuscia per così dire "classica" (con le necropoli etrusche e le forre) alla Campagna Romana, con i pascoli su cui vagano le Maremmane e i casali isolati. Bene, qui, in un angolo appartato ma non troppo, si trova il piccolo borgo di Sasso, sulla strada per Manziana. E tra la piccola frazione e il capoluogo Cerveteri, tra i rilievi mammellonari dei colli Ceriti (prime propaggini della Tolfa) si trova la suggestiva forra conosciuta come le "cascatelle del Sasso".


E' un habitat di grande interesse paesaggistico e naturalistico, che comprende molte delle caratteristiche di una forra, ma le unisce ad atmosfere e contenuti vegetazionali più "da Campagna Romana": un chiaro ambiente di transizione, insomma. Le acque limpide sono popolate da piccoli pesci, gli unici in grado di sopravvivere alle severe secche estive, quando (ma forse non sarà il caso di quest'anno) il torrente smette di scorrere e rimangono solo le pozze più profonde.


Da segnalare anche la presenza di grandi querce secolari, un fatto raro sulle colline ceretane, regolarmente disboscate e regno della macchia cedua! Peccato solo che un luogo così bello non sia protetto e gestito...

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