Cippi confinari sui Monti di Castro

A differenza del suo confine meridionale (quello con il Regno delle due Sicilie), contrassegnato da oltre 600 termini in pietra di grandi dimensioni, il confine settentrionale dello Stato Pontificio, soprattutto dove costeggiava il Granducato di Toscana, venne segnalato da cippi molto più piccoli e assai più radi. Probabilmente perché le beghe di confine vi erano molto meno frequenti. Sui Monti di Castro, la catena di colline che sovrasta appunto quel che rimane dell'antica capitale dell'omonimo Ducato, lungo la valle del Fiora, si rinvengono ancora diversi di questi antichi termini confinari, risalenti al 1796. Non sono tutti in buone condizioni, ma ancora si riconoscono le scritte e i numeri, come anche la data.


Sulla dorsale che va dagli imponenti ruderi di Montauto alla vetta di Monte Bellino, ne ho trovati quattro, persi nella macchia. Non è stato un lavoro facile, ma il fascino che esercitano su di me queste mute testimonianze di un tempo in cui l'Italia non era "una", ma molteplice (e forse ha ragione chi dice che in fondo le cose non sono poi cambiate così tanto...), mi ha fatto accettare graffi e strappi ai vestiti (tutta la zona è interessata da tagli cedui e procedere a piedi in questo intrico è tutt'altro che piacevole)...



Potete anche vedere un breve filmato inerente la mia piccola "spedizione" (con la grandinata che l'ha caratterizzata!) qui sotto!


Commenti

Arnaldo Vicari ha detto…
sarebbe interessante localizzare i cippi con il gps .per poterli ritrovare con facilità