I vicoli di Marta e l'arte dell'attesa

L'altro giorno ho deciso di andare a Marta per fare un po' di foto con la mia fotocamera Stenopeika Wood Evolution (info QUI). La bella cittadina della Tuscia si affaccia direttamente sul lago di Bolsena, e conserva dei vicoli molto belli, con scorci interessanti e portali scolpiti che, anche dal punto di vista storico, rivestono una certa importanza.


Anche se c'era il sole, il tempo di scatto, su una pellicola da 400 Iso, era di ben 4 minuti. Così, composta la mia inquadratura e aperto l'otturatore, me ne stavo quietamente in attesa che il timer del mio cellulare mi segnalasse l'avvenuto passaggio del corretto tempo di "scatto". In quel mentre, arriva una gentile signora, che mi racconta di come lei avesse casa proprio in quel vicolo, e di come tornasse ogni tanto a darle un'occhiata. Mi ha raccontato di quale fosse la vita un tempo lungo quei vicoli, e di come le cose siano cambiate. Di come esistessero cantine che passavano da parte a parte la rupe del paese, e di come sia diminuita la cura con cui quei vicoli vengono tenuti. Un tempo erano pieni di fiori, ma oggi chi ha il tempo di curare le piante? Per non parlare del fatto che una buona parte dei proprietari di quelle case non vivono a Marta tutto l'anno, ma solo in estate e nei fine settimana. Durante la piacevole conversazione, il timer ha iniziato a suonare, ho chiuso l'otturatore e fatto avanzare il film. Anche la conversazione era finita, ho salutato la signora e mi sono messo a cercare un altro soggetto. Magia del foro stenopeico: con una reflex digitale, avreste avuto abbastanza tempo per ascoltare la storia del vostro soggetto proprio mentre lo "scatto" è in corso? Scommetto di no...

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