L'erba delle streghe

Lo Stramonio (Datura stramonium) viene chiamato erba delle streghe perché utilizzato durante il Medioevo da maghi e fattucchiere per creare pozioni "magiche". In effetti, tutta la pianta è ricchissima di potenti allucinogeni, e pare sia stata introdotta nel nostro paese proprio perché impiegata già nell'antichità in riti sacri e misteriosi.


Un infuso con foglie di Stramonio (e altre erbe allucinogene come il Giusquiamo) induce in chi lo beve una serie di allucinazioni mostruose, al punto che il soggetto prova la sensazione di volare circondato da diavoli e animali deformi. A quanto pare, è per questo motivo che le streghe affermavano di aver volato verso il "Sabba", il loro raduno annuale! Chiunque abbia provato ad assumere decotti o tisane di Stramonio, però, spesso non ha potuto raccontare quali effetti gli abbia procurato, perché la pianta è pericolosamente tossica, ed è facile sbagliare "dose". Occorre dunque evitare accuratamente di toccarla, coglierla o -in qualsiasi modo- "giocarci". Soprattutto è indispensabile tener d'occhio i bambini che, come si sa, hanno la tendenza ad mettere in bocca ogni cosa!


La pianta è facilmente riconoscibile (tra l'altro è molto decorativa): ha grandi foglie, un fusto abbastanza rigido che si alza per circa 50 cm, e numerosi grandi fiori bianchi a campanula; il frutto (una delle parti più tossiche, ma tutta la pianta è velenosa) è una grossa bacca irta di spine.
In tutta la Tuscia lo Stramonio è molto comune, ma se ne parlo qui è perché vaste estensioni di questa bella pianta si trovano lungo buona parte delle spiagge del Lago di Bolsena, in questo periodo molto frequentate. Lasciate in pace questa pianta, ammiratela a distanza e non toccatela: in questo modo sarà sola la decorazione spontanea del lungolago!