Ruota del Ciciliano

Appena fuori porta Faul a Viterbo, si trova il monumento forse più enigmatico della Tuscia, il poliandro (tumulo con sepolture multiple), del diametro di circa 40 metri, chiamato Ruota del Ciciliano (cioè del "siciliano", forse perché un tempo il terreno in cui sorge appartenne a un uomo proveniente dall'isola). Oltre a diversi ambienti scavati lungo il bordo (alcuni riutilizzati già da molto tempo come magazzini agricoli), presenta due pozzi che consentirebbero -secondo alcuni autori- di accedere a una serie di cunicoli e ambienti sotterranei la cui funzione è sconosciuta (ma forse sacrale).


Indiscutibilmente è un sito notevole e stranamente poco studiato, sebbene se ne sia interessato, alla metà del XIX secolo, il grande archeologo e intellettuale viterbese Francesco Orioli. Attualmente è all'interno di una proprietà privata, alla fine di via Freddano.

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