Soriano al Cimino

Aggrappato al fianco del suo vulcano (il più alto e il più antico del Lazio, con un'altezza di 1053 m e un'età venerabile di ben 800.000 anni), Soriano guarda dall'alto -con una certa alterigia- la vita che si svolge a valle. Il suo poderoso castello, adibito a carcere, è un simbolo di questo angolo di Tuscia, ricco di storia e natura.


Poco sopra il paese, in mezzo ai boschi che ricoprono il Cimino (pallido ricordo dell'impenetrabile Selva Cimina degli etruschi), si trova una delle chiese abbandonate più suggestive del Lazio, la SS. Trinità. Edificata nel XVI secolo, era parte di un monastero di cui oggi restano solo poche tracce: venne realizzata su una sorta di balcone roccioso sul fianco del monte, e oggi appare priva della parte superiore, sebbene un recente restauro ne abbia almeno salvaguardato le mura perimetrali. Si raggiunge con facilità seguendo sino in fondo via G. Di Vittorio, collocata nella parte alta di Soriano (percorrere via Roma e, superato un distributore, voltare a sinistra su via delle Bandite, stretta e ripida, sino al bivio a sinistra per la strada sopra indicata). Quando la strada diventa sterrata si parcheggia e si prosegue a piedi per qualche centinaio di metri sino a un bivio a destra chiuso da un cancello. In pochi minuti si arriva alla chiesa. Bella e semplice passeggiata che può essere poi completata andando a dare un'occhiata alla faggeta sommitale del monte Cimino, di grande interesse ambientale e paesaggistico.


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