La Via Clodia a Barbarano Romano

La Via Clodia univa alcune delle località più importanti dell'Etruria meridionale, e venne realizzata dai Romani sfruttando la rete preesistente delle strade etrusche. Si staccava dalla Cassia più o meno alla Storta, rasentava il Lago di Bracciano e puntava poi verso la valle del Biedano, Norchia, Tuscania per poi proseguire verso la Toscana, toccando Saturnia e riconnettendosi poi, vicino Ansedonia, alla via Aurelia.


A differenza della Via Appia o anche della Via Cassia, non restano molte tracce dell'antico percorso, e anzi, da Tuscania in su esso è particolarmente incerto. A Barbarano Romano, però, all'interno del Parco Regionale Marturanum, rimangono diversi tratti basolati, in ambiente di grande bellezza.

Barbarano è famosa per le sue splendide necropoli etrusche, che sorgono a breve distanza da tragitto della Clodia. L'area di San Giuliano (il cui nome deriva dall'omonimo insediamento medievale) è forse la più bella e ricca, con monumenti di grande intensità, come la Tomba Margareth, con le sue due colonne doriche.

Il centro medievale di San Giuliano sorgeva su un altipiano, già utilizzato in epoca antica, circondato da pareti tufacee, e ulteriormente fortificato con alte mura. Nella foto sotto si vede bene il tratto di muro etrusco riutilizzato (e rialzato) in epoca medievale, quando il sito venne rioccupato a causa dell'instabilità politica del territorio circostante.

L'ambiente delle gole sottostanti è molto ricco di vita animale e vegetale, oltre che di fascino. Il fascino che solo le "forre trusche" riescono ad avere....



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