Civita di Bagnoregio

La cosiddetta "città che muore" (anche se la pena sembra al momento sospesa) è uno dei simboli della Tuscia, ed uno dei siti più noti di quello spicchio d'Italia che si estende tra Toscana meridionale, Lazio settentrionale e Umbria tiberina. Si tratta del comprensorio che potremmo definire "del paesaggio italiano DOC". Infatti, quando si pensa al paesaggio del nostro paese, a quello davvero tipico e simbolico, a quello rappresentato sullo sfondo di innumerevoli dipinti e affreschi dal Rinascimento in poi, si pensa a colline, dolci montagne, pievi isolate, borghi murati, castelli. Tutto questo si incontra principalmente qui, suddiviso tra tre regioni, che forse non fanno abbastanza per proteggerlo e salvaguardarlo, quel paesaggio fantastico e carico di suggestione. 



Civita di Bagnoregio sorge, oltretutto, all'interno di un'area calanchiva come ce ne sono poche al mondo: causa del suo destino segnato, visto che i calanchi tendono ad avanzare divorando ogni cosa, paese compreso, ma anche splendida cornice per le sue case edificate a picco sull'abisso, in un sito già prescelto dai progenitori etruschi per la sua assoluta difendibilità dagli assalti nemici. Da secoli qui si pratica un'agricoltura povera, sempre impegnata a fare i conti col terreno argilloso e instabile, e appunto per questo concentrata, attenta, profondamente consapevole del territorio e dei suoi valori. Dall'opera dell'uomo e della natura, ecco dunque nato un paesaggio perfetto, di quelli che qualunque viaggiatore porterà sempre nel cuore, una volta che l'abbia ammirato...


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