San Savino, Tuscania

Lungo la direttrice che dal Lago di Bolsena (e dunque dalla via Francigena, che transitava per Montefiascone) andava verso il mare (e l'Aurelia) seguendo la Valle del Marta, cioé in una posizione quantomai strategica, sorsero durante il Medioevo diversi centri fortificati, alcuni dei quali furono posti sotto il controllo dei cavalieri Templari. Tra questi, meritano una citazione Castel Araldo e San Savino. Del primo rimangono importanti ruderi e una chiesetta recentemente restaurata dal comune di Marta e gestita dall'OSMTH, mentre del secondo si sono quasi perse le tracce, sebbene una vasta area del comune di Tuscania, attraversata dalla via Martana, porti questo nome. La testimonianza più facilmente visibile di questa precettoria templare è il casale di San Savino, probabilmente pertinente al castello stesso. Abbandonato da molto tempo all'incuria e all'oblio, il casale ha subito recenti crolli (ho fatto il confronto con foto di 20 anni fa e ci sono diversi elementi che oramai sono scomparsi) ed è invaso da rovi e cespugli. Conserva però, forse anche proprio grazie all'abbandono, una sua grandezza, un fascino sottile, che ho cercato di rendere nelle foto che seguono: molto film horror, lo ammetto, ma che credo rendano bene il senso del tempo che scorre e tutto sembra cancellare..




La precettoria di San Savino vera e propria si trova invece un paio di chilometri più a sud, lungo le rive del torrente Acquarella, in una zona caratterizzata da diversi altipiani tufacei dalle pareti scoscese e pressoché inespugnabili (oggi come un tempo). Del castello, che sorgeva su un pianoro circondato da precipizi e reso più sicuro grazie allo scavo di una profonda trincea, rimangono tracce davvero esili, sebbene il sito sia molto bello, dal punto di vista paesaggistico come da quello naturalistico, grazie alla presenza di estesi boschetti di sughera (Quercus suber) che ricoprono le suddette pareti rocciose. L'abbazia, invece, è ancora abbastanza ben visibile. Si trova ai piedi della rupe, a ridosso di un torrentello affluente dell'Acquarella, che un tempo alimentava un mulino. Le mura, nascoste dalla vegetazione, raccontano una storia affascinante, a chi sa ascoltarla!






Commenti

roberto ha detto…
Complimenti Marco per l'iniziativa di raccontare il
territorio.
il tuo blog lo osservo con molto interesse.
Mi fa conoscere luoghi storici ed archeologici molto interessanti.
Le foto inoltre evocano un fascino particolare,
luoghi antichi ora abbandonati e riconquistati dalla natura.

Roberto